Entrate in un mondo dove il mare incontra la terra, e il passato incontra il dolore.
Il monodramma “Dvi daske” torna in scena dopo 20 anni di silenzio, portandovi una storia che vi toccherà nel profondo.
Sul palcoscenico vi accoglie un’immagine poetica – una vela bianca che ondeggia come un ricordo, mentre in sottofondo risuonano le note della musica etno che permea ogni verso e ogni gesto, creando un’atmosfera istriana che vi trasporta nel cuore della tradizione.
Attraverso l’autentico dialetto ciacavo di Rakalj, curato linguisticamente dalla professoressa Romana Percan, ascolterete come suona la vera Istria – quella nascosta, intima, che parla la lingua dei suoi antenati.
Questo spettacolo non è solo una serata teatrale – è un viaggio emotivo attraverso i versi di Mate Balota, genio dimenticato che ha saputo catturare l’anima dell’uomo istriano nel momento in cui il suo mondo è crollato. I suoi versi danno vita alla storia di persone rimaste senza casa, senza identità, ma non senza dignità.
Alcune storie meritano di essere ascoltate di nuovo da ogni generazione.
Interprete: Marina Kostelac
Regia: Max e Marina Kostelac
Coreografia e movimento scenico: Rebeka Čuljak
Selezione dei testi: Marina Kostelac
Realizzazione delle videoproiezioni: Max Kostelac / Marko Fabek
Consulenza linguistica per il dialetto istriano: Romana Percan
Tecnico del suono e delle luci: Tomislav Kostelac
Selezione musicale: Đurda Kunej
Autore delle musiche: Darko Pecotić
Nello spettacolo vengono utilizzati anche estratti da brani musicali: „La bella sereneta“, „Štajara“, „Deklica“ (D. Marušić – L. Morosin)
